Il 20 maggio 2025, il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busìa, ha presentato alla Camera dei Deputati la relazione annuale sull’attività svolta nel 2024, evidenziando problematiche rilevanti per il sistema dei contratti pubblici e per la tutela dell’integrità amministrativa.
Allarme affidamenti diretti
ANAC innanzitutto evidenzia l’abuso degli affidamenti diretti: nel 2024,il 98% delle acquisizioni di servizi e forniture è avvenuto senza alcuna procedura competitiva. In particolare, preoccupano gli affidamenti poco al di sotto della soglia dei 140.000 euro, ormai triplicati rispetto al 2021, che rischiano di esporre gli amministratori onesti a pressioni indebite.
Appalti pubblici in calo e PNRR in ritardo
Nel 2024 il valore complessivo degli appalti pubblici è sceso a 271,8 miliardi di euro, con una flessione rispetto agli anni precedenti. I dati del PNRR mostrano gravi ritardi: in alcuni settori, la spesa è inferiore al 30% dei fondi assegnati.
Frazionamenti illeciti e rischio infiltrazioni
ANAC ha puntato il dito contro il frazionamento artificioso degli appalti, pratica usata per aggirare le soglie di legge, aumentando gli sprechi e il rischio di infiltrazioni mafiose.
Abuso d’ufficio e conflitti di interessi
L’abrogazione del reato di abuso d’ufficio rappresenta un vuoto di tutela. Inoltre, le norme a presidio dell’inconferibilità degli incarichi risultano progressivamente indebolite, minando la separazione tra politica e gestione. ANAC ha inoltre sottolineato la grave mancanza di una regolamentazione efficace con riferimento all’attività di lobbying.
Codice Appalti e titolare effettivo
Secondo ANAC è grave che ancora non sia stato previsto l’obbligo, per le imprese, di dichiarare il titolare effettivo, lasciando le stazioni appaltanti esposte al rischio di infiltrazioni criminali e a fenomeni distorsivi della concorrenza.
Sicurezza sul lavoro: aumento delle violazioni
Particolarmente preoccupante l’incremento degli incidenti sul lavoro. Nel 2024, il Casellario ANAC ha registrato 1.448 annotazioni per violazioni in materia di salute e sicurezza, in crescita del 43% rispetto al 2023. I subappalti a cascata restano uno dei principali fattori di rischio.
Parità di genere e sanità
Nonostante gli incentivi del PNRR, le clausole per la promozione della parità di genere sono state applicate in meno del 2% delle procedure. Un altro fenomeno sul quale porre attenzione è inoltre l’uso eccessivo dei “gettonisti” nella sanità a discapito della valorizzazione delle risorse interne, oltre che le pratiche di acquisto di macchinari a basso costo con contratti di manutenzione onerosi e che rischiano di vincolare l’amministrazione a un unico fornitore per svariati anni.
Rischi dell’Intelligenza Artificiale
Infine, il Presidente di ANAC ha lanciato un monito sull’uso poco controllato dell’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione. La mancanza di competenze, infatti, rischia di demandare agli algoritmi scelte cruciali per i cittadini.
In conclusione, il quadro delineato da ANAC conferma come la legalità nel settore pubblico non sia solo una questione amministrativa, ma anche uno strumento di tutela concreta dei cittadini contro i rischi penali. L’urgenza di rafforzare le misure di controllo e di prevenzione è dimostrata anche dai dati raccolti da Transparency International in merito all’indice di percezione della corruzione. L’Italia, infatti, nel 2024 ha perso due punti passando da 56 a 54 e collocandosi al cinquantaduesimo posto nella classifica globale.